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sabato 24 settembre 2011
Pasta al pomodoro
Come ogni mattina, anche stamane mi sono seduta alla scrivania dell'ufficio e, pc davanti al naso, ho pensato a cosa avrei scritto nel post. Peccato che un meraviglioso schermo impalpabile, profondo, velato e incredibilmente presente, mi abbia risucchiata in un limbo di non senso e, di tutte le idee che avevo intenzione di far fiorire, il niente è stato l'unico pezzo di satellite che - dopo aver aspettato tutta la notte che si abbattesse sul mio tetto (dai... facciamo a pari e dispari per decidere chi dorme sotto il colmo del tetto...) - mi ha fatto una sorpesa e mi si è stampato in fronte, come un aggrovigliato germoglio di metallo.
Venendo dallo spazio, sapevo che le sue dimensioni sarebbero state incalcolabili, come il suo aspetto e la sua tossicità; ma di lì a prevedere che, dopo il primo spavento, l'avrei associato a un alieno piatto vuoto, lasciatemelo dire, mi ha lasciata con una certa acquolina. Perchè è stata la sintonia con questa possibilità, la seconda cosa che mi ha spiazzata e l'aspetto più bizzarro di quello che stava cucinando la mia testa è stato veder nascere dal fertile fondo bianco dell'apparecchiatura extraterrestre, un'antenna sottile e golosa, uno spaghetto così lungo e fumante - per la velocità della caduta - che si è presto arrotolato, formando un nido di semola che ho mentalmente condito con un gustoso sugo di pomodoro.
Scusate, ma forse, stamane, è stata la colazione ad appesantirmi il cosmo dello stomaco. O la colpa è della crosta di notizie che ieri mi ha grattugiato un pò di paura sulla testa (ieri sera ho cercato di costringere i miei figli a uscire di casa con il caschetto da skate sulla testa), ma devo dire che lo scampato pericolo è stato il piatto più gustoso del menù e l'ho digerito davvero a meraviglia.
E voi? Cosa avete immaginato durante il pericolo della caduta?
Buon weekend a tutti
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