Arrivò quel giorno e nessuno si scandalizzò nel vedere un uomo senza mutande. Non che in quel paese di mare, sul nascere di una giornata di primavera, fosse in voga una moda da folli, un guardaroba di costumi trasparenti o una spiaggia di gente con la borsa esposta ai quattro venti. Quel girotondo di strade era la ruota di un mondo qualunque, dove la facciata colorata delle case aveva un copertone d'intonaco scrostrato e il profumo di focaccia usciva dai forni nascosti nei magazzini a metà dei vicoli già alle cinque del mattino; scappava dalla teglia della sua culla per ungere d'olio extra vergine d'oliva ogni naso addormentato, lubrificando con spudorata cortesia l'acquolina di ogni piccolo sogno, aspergendo senza ritegno buoni propositi, sale e felicità.
Era un paese strano, quello dell'uomo senza mutande: la gente era cordiale, i vecchi e i bambini suscitavano un grande interesse, le macchine non funzionavano e i piedi delle persone lasciavano orme al profumo d'albicocca; nessuno si stancava mai di fischiettare e le tazze dei bar erano di una porcellana candida e infrangibile, così che i mattinieri potessero brindare con quelle piccole campane rovesciate colme di caffè, con mille ringraziamenti da parte del parroco, che soffriva di una dolce forma di pigrizia mattutina.
E l'uomo senza mutande girava indisturbato: per le strade principali intasate di biciclette; per i vicoli animati dalle bandiere degli strofinacci stesi; per le piazzette accerchiate da fiori e panchine, dove i cani di piccola taglia si ritrovavano a leggere il giornale e a borbottare, occhiali del padrone inforcati sul naso.
A nessuno di quegli abitanti importava se un uomo, una donna, un vecchio o un bambino camminava sotto alla luce del sole senza mutande, perchè in quel paese di mare era la gente ad essere strana, così bizzarra, sorridente e gentile da avere la brutta abitudine di guardare gli altri solo negli occhi.
Buon weekend a tutti
Se passi di qua, sei il Benvenuto. Scrivo storie, non posso farne a meno. Se vuoi lasciare un commento, un consiglio, una critica o qualunque cosa ti passi per la testa, mi fa piacere. Sappi che ti leggerò senza rispondere. Forse perchè ho un brutto carattere. Forse solo perchè preferirei incontrarti di persona.
Visualizzazione post con etichetta mutande. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mutande. Mostra tutti i post
venerdì 19 aprile 2013
giovedì 15 marzo 2012
Quel lui che aveva le mutande a fiori...
... amava starsene seduto sulla sua moto.
Nascondeva il prato delle corolle sotto ai jeans strappati, primavera da regalare alla margherita di un nuovo amore.
Quando accendeva il motore, un rombo saliva fino al primo piano di quella palazzina scrostata e stinta che il suo garage sfidava ogni mattina.
La coda del sordo richiamo scodinzolava tra le imposte di un monolocale e, una sottoveste chiara, guardiana di un azzurro assonnato, tradiva i movimenti di raso nascosti dietro al vapore di caffè di un angolo cottura.
Mai un incontro tra gli occhi di queste palpebre.
Mai una scia di profumo nella cabina di un ascensore.
Solo una moto e una sottoveste chiara.
Solo un paio di mutande a fiori e una nuova primavera da desiderare.
La settimana è andata bene, è stata produttiva. Ma quando mai non lo sono gli ingranaggi delle mie ore?
La cosa di cui sono più contenta è del tempo che ho da dedicare allo scrivere.
Questa è la mia primavera. Il mio uomo con le mutande a fiori. La mia donna in sottoveste. Il mio profondo senso del vivere.
Combinazioni di parole che danno vita a cartoline di mondo, dove i francobolli di una sensazione consentono a cuore e ragione di partire verso magnifiche terre lontane.
Buon weekend a tutti
Nascondeva il prato delle corolle sotto ai jeans strappati, primavera da regalare alla margherita di un nuovo amore.
Quando accendeva il motore, un rombo saliva fino al primo piano di quella palazzina scrostata e stinta che il suo garage sfidava ogni mattina.
La coda del sordo richiamo scodinzolava tra le imposte di un monolocale e, una sottoveste chiara, guardiana di un azzurro assonnato, tradiva i movimenti di raso nascosti dietro al vapore di caffè di un angolo cottura.
Mai un incontro tra gli occhi di queste palpebre.
Mai una scia di profumo nella cabina di un ascensore.
Solo una moto e una sottoveste chiara.
Solo un paio di mutande a fiori e una nuova primavera da desiderare.
La settimana è andata bene, è stata produttiva. Ma quando mai non lo sono gli ingranaggi delle mie ore?
La cosa di cui sono più contenta è del tempo che ho da dedicare allo scrivere.
Questa è la mia primavera. Il mio uomo con le mutande a fiori. La mia donna in sottoveste. Il mio profondo senso del vivere.
Combinazioni di parole che danno vita a cartoline di mondo, dove i francobolli di una sensazione consentono a cuore e ragione di partire verso magnifiche terre lontane.
Buon weekend a tutti
Iscriviti a:
Post (Atom)