Arrivò quel giorno e nessuno si scandalizzò nel vedere un uomo senza mutande. Non che in quel paese di mare, sul nascere di una giornata di primavera, fosse in voga una moda da folli, un guardaroba di costumi trasparenti o una spiaggia di gente con la borsa esposta ai quattro venti. Quel girotondo di strade era la ruota di un mondo qualunque, dove la facciata colorata delle case aveva un copertone d'intonaco scrostrato e il profumo di focaccia usciva dai forni nascosti nei magazzini a metà dei vicoli già alle cinque del mattino; scappava dalla teglia della sua culla per ungere d'olio extra vergine d'oliva ogni naso addormentato, lubrificando con spudorata cortesia l'acquolina di ogni piccolo sogno, aspergendo senza ritegno buoni propositi, sale e felicità.
Era un paese strano, quello dell'uomo senza mutande: la gente era cordiale, i vecchi e i bambini suscitavano un grande interesse, le macchine non funzionavano e i piedi delle persone lasciavano orme al profumo d'albicocca; nessuno si stancava mai di fischiettare e le tazze dei bar erano di una porcellana candida e infrangibile, così che i mattinieri potessero brindare con quelle piccole campane rovesciate colme di caffè, con mille ringraziamenti da parte del parroco, che soffriva di una dolce forma di pigrizia mattutina.
E l'uomo senza mutande girava indisturbato: per le strade principali intasate di biciclette; per i vicoli animati dalle bandiere degli strofinacci stesi; per le piazzette accerchiate da fiori e panchine, dove i cani di piccola taglia si ritrovavano a leggere il giornale e a borbottare, occhiali del padrone inforcati sul naso.
A nessuno di quegli abitanti importava se un uomo, una donna, un vecchio o un bambino camminava sotto alla luce del sole senza mutande, perchè in quel paese di mare era la gente ad essere strana, così bizzarra, sorridente e gentile da avere la brutta abitudine di guardare gli altri solo negli occhi.
Buon weekend a tutti
Se passi di qua, sei il Benvenuto. Scrivo storie, non posso farne a meno. Se vuoi lasciare un commento, un consiglio, una critica o qualunque cosa ti passi per la testa, mi fa piacere. Sappi che ti leggerò senza rispondere. Forse perchè ho un brutto carattere. Forse solo perchè preferirei incontrarti di persona.
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venerdì 19 aprile 2013
giovedì 3 novembre 2011
Il tarlo
Fu una delle sue tante notti di tranquilla solitudine, quella.
Una notte di viaggio silenzioso attraverso il ponte di un sogno; una di quegli interminabili minuti di palpebre chiuse e lente pulsazioni oltre la gabbia del suo scheletrico corpo malato...
Perchè durante quelle ore Gustavo gustò ancora una volta ciò che un tempo spesso gustava.
Nei rami contorti dei lunghi respiri ritrovò il verde di una foglia di gioventù e, dietro alla maschera dei sogni, quadrante di un orologio che gira al contrario, sentì il profumo resinoso dell'albero della vita.
E immaginò il tarlo che un tempo abitava quel tronco: vivo, vispo e pasciuto.
Così potè sentirlo muoversi anche dentro di lui; insinuarsi, rosicchiargli ciò che rimaneva della sua appendice avvizzita; poi strisciare lungo le ossa fragili per risalire fino alla consumata isola del suo cervello.
Lo trovò così uguale a quello che conosceva da non domandarsi perchè fosse uscito dal legno dello scomodo sgabello di una giornata qualunque, si fosse arrampicato fino alla finestra del suo sguardo spento e gli facesse visita nell'ospizio del sonno.
Non se lo chiese perchè le notti di un vecchio sono una minestra fredda alla tavola di un cimitero, e le domande un tovagliolo che non pulisce più i lati della bocca di nessun dolore.
E quel tarlo fece il suo lavoro di sempre: rosicchiò, rosicchiò, rosicchiò...
E quando al mattino, Gustavo, cercò di aprire gli occhi, sentì solo il gusto freddo del suo ultimo desiderio e si accorse che sullo specchio delle palpebre chiuse non esisteva più il riflesso di quello che fino alla sera prima era stato il suo volto.
Buona giornata a tutti
mercoledì 24 agosto 2011
Scusi, lei cosa dà da bere ai suoi neuroni?
Se a qualcuno, invece di lasciar crescere un pelo incarnito nell'amigdala, venisse voglia di partecipare a questo concorso con un raccontino a tema, può cliccare il link qui sotto e andare a dare una sbirciata.
Io parteciperò. E' la prima volta che ad Alassio (SV) organizzano un concorso letterario, quindi, fate largo che mi tuffo!
Spero solo che con la bassa marea di questi giorni io non rimanga piantata con i piedi in aria come un attaccapanni...
4 pagine in vacanza
Buona giornata a tutti
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