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martedì 5 agosto 2014

Gelatina

Era uscita esattamente da lì.
Scivolata con dolcezza senza strappi o dolore.
Ricordava un embrione: trasparente, ancora da formare.
Sottili linee azzurre si aprivano sulla calotta come nervature di un delicatissimo fiore.
Sembrava senza odore, adagiata sul bianco di un ceramico e anonimo piatto doccia.
Pur senza muoversi, il suo mantello di gelatina spandeva riverberi di misteri bagnati.
Filamenti sottili, quei suoi tentacoli inermi, raggruppati in un molle mucchietto colloso.
Al punto che guardando l'albume chiuso della sua dimensione, c'era da domandarsi per quale ragione, lei, una così lattea e fragile medusa, fosse uscita esattamente da lì, canale di scolo di una sudicia vagina.

Buona settimana a tutti

martedì 15 aprile 2014

Lingua

Ne avevo due palle così.
Tutte le sere appoggiavo le labbra al bicchiere della sua vagina.
Dovevo far roteare la lingua, né troppo piano né troppo forte, e sorbire quella schiuma bianca come fosse soda.
Non pisciavo dritto, tanto le pretese sobbollivano alle mie spalle. Il sonno era scomparso. Il comodino vomitava pastiglie. Ogni entusiasmo finito in lavatrice. Una sigaretta come esistenza. Bistecche di tovaglioli a tamponare il vuoto della fame.
Certo, il cane ancora ubbidiva, ma se mi fossi inginocchiato e gli avessi fatto vedere la lingua?