mercoledì 3 giugno 2015

Ritardi

Non avrebbe mai fatto in tempo. Ormai lo sapeva. Succedeva sempre così. Per quanto avesse cercato di organizzarsi, il pomeriggio aveva cominciato a inciampare già sullo zerbino nel dopo pranzo. Con la telefonata di sua madre e quella sua insensata richiesta che lo aveva costretto a girare tra le corsie del Carrefour in cerca di un nuovo ammorbidente per tessuti sintetici al profumo di pompelmo aspro della collina degli aranci. In sintesi, era arrivato tardi in ufficio, salutato dalla dogana di occhiatacce del suo capo e dagli sbuffi di rossetto della signora Remondini. Lo stava aspettando, la gentil dama, le braccia conserte, gli avambracci caricati a cellulite. Le serviva una visura catastale del pollaio della villa dei Mordenti. Che fosse recente. Il più presto possibile, se quei buzzurri non volevano assaggiare tutti i nervetti freschi del suo avvocato. Dopo di lei, tempo le 15, si era presentato Vitaliano, il suo coinquilino, per mano a uno strifinaccio bruciato. 
- Ti sei dimenticato la moka sul gas.
Alle 16.30 aveva chiamato la commercialista per ricordargli che la scadenza del 16 lo avrebbe lasciato zoppo e alle 17 la telefonata di sua sorella che gli chiedeva se aveva trovato il detersivo per delicati - ma non era un ammorbidente per sintetici?  - raccomandandosi che non fosse agli agrumi.
Alzati, siediti, pensa. Accelera, velocizza, spicciati. Sgobba, organizzati, trema. Non ce l'avrebbe mai fatta e la catastrofe si sarebbe abbattuta sul suo già più che provato sistema nervoso. Per questo, uscito dall'ufficio, invece di ritirare la giacca in lavanderia, passare dal barbiere per una sforbiciata e comprare un'orchidea - mi raccomando: che sia bianca, fiorita ma non troppo, con almeno quattro boccioli e un sottovaso di misura - aveva allungato fino al sexy shop più vicino.
- Lubrificante. Voglio il lubrificante più potente che ci sia - era stato il suo unico fiato. Una volta uscito, si era detto che ormai tanto valeva rallentare. Si era addirittura attardato: a guardare le vetrine, a sorridere a un cane senza un occhio e con un'orecchia più vecchia del resto del corpo e ad applaudire alle acrobazie di un paio di ragazzetti con lo skate.
E adesso, che lo fottessero pure, tanto le giornate del cazzo quanto la fidanzata e i genitori di lei, il loro rinfresco per i 25 anni di vita straordinaria e perfetta passati insieme e le loro aspettative verso un futuro genero che avrebbe dovuto possedere doti organizzative eccezionali, biglietto da visita indispensabile per poter ascendere all'Olimpico di mondanità del loro prestigio.
Ormai il lubrificante l'aveva comprato e, dopo la prima sodomizzata, tutto sarebbe andato di sicuro più liscio.

Buona serata a tutti.