venerdì 29 novembre 2013

Federa di carta

- Una federa di carta è ciò che ti serve.
- Tu credi?
- Certo. Ma solo se lo ami.
- Lo amo. Anzi, li amo.
- E allora, dà retta a me: in questo modo eviterai di ferirlo, sporcarlo, consumarlo.
- Ma, va bene qualsiasi tipo di carta?
- Certo. Anche se io ne preferisco un tipo leggero, da pacchi, di un bel colore biscottato, inamidato di scricchiolii, un odore discreto a cavallo tra il profumo degli alberi e un frutto non del tutto maturo; così da riuscire a sbirciare il titolo...
- Mi piace. Farò così. Celebrerò lo stesso matrimonio, tra questo mio libro e una simile federa di carta.
Per l'immenso amore che nutro per lui.

Buon week end a tutti

martedì 26 novembre 2013

Sartre e il budino

Senta, è un momento magico, non pensi che io scriva sempre così.
Era domenica e stavo leggendo Sartre.
A me, la Nausea, in settimana, tutt'al più può prendere per come esiste - o quell'essere lì, veda lei - il budino. Cosa cucinare, è il mio più grande problema. Che poi io dia l'impressione di essere attratta dalla filosofia di un cucchiaio di legno che fa l'oggetto, le garantisco, è il manico di un problema che mi pongo solo per fare, con lei, una girata di bella figura.
Quindi, le dispiace se torniamo dall'inizio? Qual era la domanda? Ah, sì! Si è divertito a leggere? 

Buona settimana a tutti

Oroscopo del pulcino

Abitavo ancora in via della Pernacchia, il giorno in cui successe. Quarantotto ore prima ero stato piantato da Olga, una matrioska tutta poppe e gote accese, ma era la notte di San Silvestro e speravo che la distanza dal brindisi di quel 'vaffanculo', con il passare delle ore, perdesse il fuoco del suo potere. Perché quel petardo aveva rischiato di incenerirmi l'orgoglio.
Poi, anche l'uno e il due di gennaio erano passati, e all'alba del tre, il sole di nuovi propositi mi aveva illuso che un nuovo anno mi sarebbe servito.
È vero, quella mattina, il motore della mia 500 Abarth aveva pigolato in modo anomalo, come se il pulcino del mio oroscopo temesse un futuro da gallo che non sarebbe mai arrivato, ma non l'avevo ascoltato, sicuro che le stelle avessero ben altro da fare che non impicciarsi dei fatti miei.
- Senta, cerchi di capire, non è che tutti i giorni il motore può essere felice - avevo risposto al benzinaio, sorprendendolo a tendere l'orecchio verso l'ascolto di chissá quali immaginarie bronzine. Mi aveva guardato.
- Ok. Voleva solo un deca di verde?
Non gli stavo simpatico; non gli ero mai stato simpatico.
Avevo allungato una banconota stropicciata, senza rispondere, facendo finta di non aver sentito. Poi ero ripartito sgommando.
- 'Sto menagramo...- avevo detto, appiccicando gli occhi sullo specchietto retrovisore, ridacchiando dietro al culo di una tuta incoronata da tasche di medaglie unte.
Era successo tutto subito dopo, quando avevo riabbassato gli occhi e mi ero ritrovato di fronte il muso di una Panda: un proiettile rattrappito, già sverginato. Avevo giusto fatto in tempo a pensare alla futura, inevitabile depressione del mio gioiellino, poi, uno stridore, un brindisi, uno stropicciarsi di lamiere, un fuoco d'artificio di parabrezza infranto...
- No!- era stata la mia unica preghiera.
Ma come avevo aperto la portiera per scendere e bestemmiare, una volante della Polizia aveva preso in pieno, spezzandola, l'ala del mio pulcino. 

Buon week end a tutti

venerdì 22 novembre 2013

La morte di nonna

Se muore la nonna posso finalmente comprarmi l'Iphone. Il 5. Quello figo. Così quel pezzo di merda di Matteo mi molla sua sorella e la smette con 'sta storia di Federico e quel suo cazzo di Samsung.

Se muore nonna, me lo dici a chi lascio Rebecca? Io, al nido, non ce la mando. Tua madre, può dire quello che vuole, ma fosse stato per lei, a quest'ora, avrei ancora tutti quegli odiosi cuscinetti di cellulite.

No, guardi, la nonna sta morendo.  Davvero, sono spiacente, ma cerchi di capire: in quel garage al mio povero nonno è venuto un infarto e a meno di quarantamila euro non lo posso proprio lasciare. Pensi solo al valore affettivo che ha per la nostra famiglia...

Non dirmi che ti dispiace così tanto? In fin dei conti, tua nonna, ha quasi novant'anni. È naturale che prima o poi succeda. Tanto, non ti rimane forse un bel pò di anticaglia da vendere? 
Ok... Stavo scherzando... Non è il caso che te la prendi tanto... Scusa... Dicevo così... Era solo tanto per dire...

Buon week end a tutti

mercoledì 20 novembre 2013

Guerra

Posò il libro sulla scrivania pensando che quel legno, vecchio com'era, avrebbe  potuto benissimo appartenere a un albero morto nei dintorni di una città come K., durante una guerra che le era sconosciuta. Quell'idea la irritò.
Agota Kristof, questo il nome dell'autrice. Favola nera, questa la pruriginosa luce che le infastidiva gli occhi. Eppure, il fascino di una crudeltà senza indumenti, scorta nella quotidianità di quelle pagine, per quanto astratta, possedeva una sua forma di sensualità, così lontana e istintuale da non saperla definire.
Per questo non capiva cosa avrebbe potuto essere, per lei, una guerra.
Un frigo vuoto? Un giardino occupato? La sua macchina confiscata? Una bomba sganciata sull'edificio dove ogni mattina si genufletteva al cospetto di uno stipendio tenendo un caffè in mano? Il catarro del vecchio ingegnere del piano di sopra ricacciato in gola dal calcio di un fucile? Oppure un'orda di sconosciuti tra le gambe, gli stessi che Labbro Leporino  aveva accolto con tanto entusiasmo godendone fino a morire?
Non lo sapeva e non aveva così voglia di chiederselo.
Andò in cucina, prese una merendina senza glutine, tornò a sedersi sul divano, la aprì e, sbocconcellando appena un angolo - non è che avesse tutta 'sta fame - accese il tablet e ricominciò, come ogni sera, a navigare nel mare di notizie atroci e distanti che le metteva a disposizione il web.
Buon week end a tutti

martedì 19 novembre 2013

Colazioni

Il solito caffelatte. La solita tovaglia a fiori. Il tuo pigiama che odora di sonno. Il fuoco che scoppietta in questa cucina appesantita da travi di legno nascoste sotto uno strato di colore blu.
Il cucchiaio è così freddo, lontano dal tovagliolo.
Lo zucchero è poco, se i granelli si perdono in questo innocuo pozzo di ceramica.
Ogni biscotto che si rispetti è un'isola: rifugio senza filo spinato delle nostre quotidiane, sottili, gallette di silenzi.

Buona settimana a tutti